Ti sei appena svegliato e tutte gli impegni della giornata mandano in tilt il tuo cervello: che ansia!
Ma sai davvero che cos’è l’ansia e come si cura? Scopriamolo nell’articolo di oggi.
L’ansia è l’emozione che si prova di fronte ad una sensazione di minaccia reale o immaginata.
Si tratta di una risposta normale di aumento dell’attenzione e della vigilanza. L’obiettivo è quello di prepararci ad affrontare il pericolo, preparandoci all’attacco o alla fuga.
Si tratta di un’emozione molto antica che svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo, così come la paura. Ma mentre la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale, l’ansia è la risposta ad un pericolo solo percepito e ha l’obiettivo di allertare il cervello a rispondere ad un evento futuro.
L’ansia si scatena quando facciamo pensieri negativi o catastrofici rispetto ad un evento che riteniamo importante o pericoloso.
Ha due componenti:
- una componente mentale, che include aspettative di pericolo imminente, con sovrastima della minaccia e sottostima delle proprie capacità di affrontarla, in un circolo vizioso difficile da spezzare
- una componente fisica con battito accelerato, sudore, vertigini, fame d’aria e problemi gastrointestinali
La risposta ansiosa agli eventi non deve essere vista per forza in modo negativo. L’ansia adattativa o fisiologica ha l’obiettivo di prepararci ad un pericolo potenziale e contribuisce ad affrontare situazioni difficili, con azione di adattamento.
Al contrario l’ansia patologica è associata ad una sofferenza sproporzionata rispetto allo stimolo, portando anche all’evitamento cronico di situazioni stressanti. Può portare ad un peggioramento progressivo della qualità della vita.
I meccanismi dell’ansia inducono uno stato di attenzione (irrequietezza, irritabilità, nervosismo, stato di allarme continuativo) che può interferire anche con il sonno, causando difficoltà di addormentamento, risvegli notturni frequenti, bassa qualità del sonno.
L’uso di farmaci, anche in associazione con la terapia cognitivo-comportamentale, rappresenta una buona opzione. Le classi con la migliore evidenza di efficacia e sicurezza sono gli antidepressivi e gli ansiolitici.
Tra gli interventi non farmacologici, la terapia cognitiva-comportamentale si è dimostrata la più efficace e consiste in diversi approcci:
- comprensione dei meccanismi e dei significati dell’ansia
- esercizi di rilassamento
- conoscenza del carattere automatico dei pensieri disadattativi
- graduale esposizione alla situazione che provoca paura ed eliminazione dell’evitamento
L’uso di farmaci convenzionali può dare alcuni effetti collaterali come sedazione, difficoltà di concentrazione, dipendenza, problemi di memoria.
L’impiego di medicinali vegetali rappresenta una valida alternativa soprattutto in una fase iniziale.
Tra le piante più utilizzate tradizionalmente in fitoterapia per combattere l’ansia possiamo elencare Valeriana, Melissa, Passiflora, Escolzia, Biancospino e come regolarizzanti dell’umore Griffonia e Iperico. Ognuna di esse ha proprietà specifiche verso uno o più sintomi collegati all’ansia come tachicardia o problemi del sonno. Possono essere usate da sole o in associazione, ma sempre consultando il proprio medico o parlandone con noi.
Nell’ultimo periodo ha avuto grande risalto l’uso dell’olio essenziale di Lavanda (commercializzato come Silexan) che in numerosi studi scientifici ha dato risultati soddisfacenti nel trattare disturbi lievi o moderati. Così come la Rhodiola rosea, una pianta appartenente alla famiglia delle Crassulacee, che esplica proprietà adattogene ovvero di modulazione della risposta allo stress.

