La dermatologia è da sempre associata al laboratorio galenico.
Questo ambito della medicina conta ancora oggi il 70% delle prescrizioni galeniche totali e l’utilizzo della galenica dermatologica personalizzata risulta spesso l’elemento più strategico per il successo della terapia.
La disponibilità di nuovi eccipienti ad uso topico e le conoscenze ottenute dalla ricerca in ambito dermo-cosmetico hanno permesso l’introduzione di nuove nozioni sulla sicurezza e la tollerabilità degli ingredienti da utilizzare in ambito dermatologico.
L’approccio terapeutico più tradizionale si è basato esclusivamente sulla selezione del principio attivo più idoneo per il trattamento della patologia dermatologica, senza riservare particolare attenzione alla scelta del veicolo.
Nuove formulazioni
Al farmacista è stato demandato il compito di individuare la base più idonea su cui supportare l’attivo in funzione della compatibilità chimica e della stabilità della formulazione. Questa focalizzazione si è frequentemente tradotta in un farmaco con bassa compliance ed un effetto terapeutico ridotto.
Le proposte terapeutiche per il paziente sono spesso rappresentate da veicoli con una texture poco gradevole, come nel caso di unguenti a base di vaselina; o da formulazioni a base di ingredienti responsabili di irritazioni della pelle e di allergie, come nei casi di derivati della lanolina, fragranze e alcuni conservanti. Questi ultimi ingredienti sono tanto più dannosi quanto più il fisiologico effetto barriera della pelle è compromesso da un quadro clinico patologico; e sono fortemente sconsigliati nei casi in cui si richiedono massimi standard di sicurezza (ad esempio nei trattamenti destinati a neonati, bambini, donne in stato di gravidanza ed anziani).
Un approccio terapeutico più innovativo è quello in cui i focus del trattamento che sfrutta la galenica dermatologica sono:
- il paziente, non più considerato come soggetto passivo della cura, ma come individuo con specifiche esigenze e preferenze;
- i nuovi veicoli da utilizzare nelle preparazioni che, grazie ad un elevato profilo di sicurezza e tollerabilità cutanea, possono essere impiegati in ogni tipo di situazione patologica e per tutte le categorie di pazienti.
In conclusione, non è più il principio attivo selezionato a determinare il veicolo da utilizzare, ma la base stessa diventa una parte fondamentale del trattamento.
Galenica dermatologica per i neonati
In questa fase della vita, la pelle è molto più suscettibile alle infezioni, partecipa al sistema di termoregolazione con un’azione meno efficiente e ha un’elevata permeabilità agli agenti topici.
Ne deriva che molti farmaci, applicati per uso topico, possono essere assorbiti e avere un effetto sistemico, causando tossicità.
Le caratteristiche della pelle del neonato
La preparazione di prodotti galenici destinati al trattamento dermatologico nel neonato deve rispettare la sua particolare fisiologia.
L’idratazione: il calo ponderale che si verifica alla nascita rende la pelle del neonato più ruvida e secca. Nell’ottica del recupero del peso e del turgore cutaneo, è fondamentale l’allattamento. Il neonato correttamente idratato ha, intorno ai 30 giorni di vita, uno stato di idratazione massimale.
Ma il suo strato corneo non è ancora perfettamente sviluppato e trattiene poca acqua: per questo i neonati si disidratano molto facilmente.
Anche la sudorazione è debole. In generale, la perdita di acqua attraverso la pelle è un fattore misurabile ed esprime il livello di funzione della barriera cutanea. Si tratta di un parametro che varia in funzione dei siti nei quali viene valutato.
Il pH: mentre il pH della pelle adulta è acido, quello alla nascita è alcalino (e compreso fra 6,4 e 7.5). Nel corso dell’accrescimento, va incontro a graduale acidificazione.
Non dimentichiamo che l’acidità rappresenta anche un fattore di protezione della pelle. Una pelle a pH alcalino è inevitabilmente più esposta a rischi, in particolare quello della facilità alla desquamazione. Sfruttando queste peculiarità, è possibile agire sul pH preparando prodotti in grado di modificarlo per il trattamento dermatologico delle forme desquamative.
Il microbioma: è diverso anche in funzione del tipo di parto che ha avuto.
Mentre nel parto naturale la sua pelle si arricchisce dei batteri comunemente presenti a livello cutaneo, nel caso in cui sia nato da parto cesareo essa viene colonizzata prevalentemente da specie normalmente presenti a livello enterico.
La scelta degli eccipienti
Basandosi sulla guida messa a punto da FDA per la valutazione degli eccipienti, è possibile ricavare informazioni che siano di supporto alla scelta.
Gli eccipienti devono essere selezionati in base all’età del piccolo e alla durata della terapia. Nel caso delle terapie croniche, deve essere considerata anche la possibile tossicità a lungo termine.
I conservanti
Le polemiche sull’uso dei conservanti in galenica hanno portato alla formazione di un pregiudizio in merito. Ma l’uso del conservante nell’allestimento di una preparazione risponde all’esigenza di garantire la qualità del prodotto e minimizzare i rischi per il paziente.
Inoltre, i conservanti correlati a tossicità (come alcuni parabeni) sono già stati banditi.

