L’articolo che state per leggere è stato scritto da Valentina Bonelli, una brillante studentessa del Liceo Scientifico di Asti che ha scelto di svolgere presso la Farmacia Scagliola il percorso di “Alternanza Scuola-Lavoro”.
La leptospirosi
Che cos’è e dove si manifesta?
La leptospirosi è una malattia causata da un batterio elicoidale, ed è conosciuta anche come sindrome di Weil. L’agente patogeno è il batterio Leptospira (L.), presente in tutto il mondo e in grado di causare infezioni gravi anche nei proprietari dei cani. Il genere più comune è Leptospira interrogans, sebbene esistano anche altri generi come ad esempio L. pomona o L. australis. Le leptospire sono a loro agio nel caldo e nell’umidità, per questo sono particolarmente diffuse nel Mediterraneo e in generale dove il clima è caldo-umido. Per questo motivo, di solito, i casi di infezione aumentano nei mesi estivi e autunnali.
Come avviene il contagio e quanto dura il periodo di incubazione?
Questi batteri si trovano nell’organismo di diversi animali domestici ma soprattutto negli animali selvatici come i roditori, i quali sono gli ospiti primari. Da questi ultimi entrano nell’ospite finale per contatto diretto e indiretto, ad esempio attraverso oggetti contaminati, cibo o acqua. Nella maggior parte dei casi, la principale fonte di infezione è l’urina infetta. Quella di ratto, infatti, ricorda l’odore di quella delle femmine in calore e i cani maschi ne sono particolarmente attratti. Inoltre i batteri possono essere trasmessi anche ai cuccioli durante l’accoppiamento o durante la gravidanza, all’interno dell’utero. In questo caso i feti sono destinati a morire. Se le leptospire entrano nel corpo, si diffondono molto rapidamente nell’intero organismo attraverso il flusso sanguigno. Il batterio può entrare nell’organismo del cane anche attraverso la pelle o le mucose oculari, soprattutto in presenza di lesioni, ferite e graffi. Il periodo di incubazione varia dai 5 ai 14 giorni.
Come si manifesta?
Reni e fegato sono i due organi maggiormente colpiti dalla malattia che può manifestarsi in forma cronica o acuta, con sintomi più o meno gravi. La gravità della malattia dipende dall’età, da fattori ambientali, dallo stato del sistema immunitario del cane e dalla virulenza del ceppo di leptospire coinvolte.
La forma cronica ha scarsa sintomatologia: la localizzazione delle leptospire in fegato e reni provoca insufficienza a lenta evoluzione ed è quindi di difficile diagnosi.
Nella forma acuta i sintomi risultano molto più evidenti:
- febbre alta
- abbattimento
- sete intensa
- congestione oculo congiuntivale
- vomito, sempre più frequente giallo (bile) o rossastro (per presenza di sangue)
- stomatiti con ulcere e salivazione abbondante
- diarrea emorragica
- gastrite
- dimagrimento
- disidratazione
Come curarla?
La leptospirosi si cura con terapia antibiotica e di supporto per reidratare il cane, curare il vomito e la diarrea. La sopravvivenza del cane dipenderà anche dalla capacità di ripristinare i danni avvenuti in sede renale e/o epatica.
Come prevenirla?
La prevenzione della malattia si basa su misure ambientali, comportamentali e mediche. L’elevata presenza di roditori attratti da resti di cibo o dalla spazzatura è un importante fattore di rischio specie nelle aree di verde pubblico o lungo i corsi d’acqua. È quindi importante evitare di lasciare vagare libero il cane in queste zone. Anche le ciotole incustodite in giardino possono rappresentare un pericolo. Inoltre esiste il vaccino. In questo caso però conferisce un’immunità di durata inferiore rispetto alle altre malattie, nei cani a rischio si effettuano richiami ogni sei mesi.
Conclusione
Nel caso di sospetto della leptospirosi la precocità nella diagnosi della malattia è di fondamentale importanza.

